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COME E QUANDO VIENE APPLICATA L’USURA BANCARIA

L’usura bancaria consiste quindi nell’applicare al mutuo o al prestito erogato un interesse superiore a quanto consentito dalla legge, entrando quindi in regime di usura; ad esempio, se il tasso soglia stabilito è pari all’8% ma la banca attua il 9%.

Per quanto riguarda il mutuo, ogni rata comprende due fattori: il TAN, ossia il tasso annuo nominale applicato all’operazione finanziaria, il TAEG, vale a dire il tasso effettivo annuo globale, che rappresenta il costo reale del finanziamento. È sufficiente che anche uno solo di questi due elementi superi la soglia massima perché si manifesti usura bancaria.

In alcuni casi, ad esempio quando viene erogato un finanziamento che prevede la cessione di un quinto dello stipendio o della pensione, il correntista è tenuto a sottoscrivere una polizza assicurativa che intervenga in caso di decesso o di perdita del lavoro. Tale polizza, secondo quanto previsto dalla legge, dovrebbe essere inclusa nel tasso soglia stabilito dal Ministero delle Finanze; eppure può capitare che venga conteggiata a parte, elevando gli interessi a valori che possono raggiungere anche il doppio di quelli consentiti. Anche in questo caso si rientra in regime di usura.

Normalmente, l’usura bancaria viene messa in pratica al momento in cui il contratto di mutuo o il finanziamento vengono stipulati; in questo caso si parla di usura contrattuale. Tuttavia può capitare che, durante la stipula, questa non venga subito applicata, ma che sopraggiunga successivamente durante il rapporto con la banca, in particolare a seguito di una variazione del tasso soglia; questo tipo di pratica è pertanto denominata usura sopravvenuta.

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Stefano

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