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LA VENDITA FORZATA DEI BENI PIGNORATI

L’art. 2910 del codice civileconsente al creditore di espropriare i beni del debitore insolvente, secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile per l’esecuzione forzata, cioè per la fase successiva al conseguimento del “titolo esecutivo”, costituito generalmente da sentenza o da decreto ingiuntivo che impongono al debitore il pagamento della somma dovuta al creditore.

Se la parte obbligata in base al titolo non adempie alla sua obbligazione spontaneamente o, al più, entro 10 giorni dalla notifica del precetto da parte del creditore, si apre la fase esecutiva: il creditore dovrà notificare un atto di pignoramento al proprio debitore, quindi iscrivere a ruolo la procedura presso il Tribunale competente territorialmente.
Oggetto del pignoramento possono essere beni immobili, mobili, mobili registrati, partecipazioni sociali, crediti in generale vantati dal debitori verso terzi, conti correnti, stipendi, pensioni.

Per i beni mobili ed immobili il fulcro della procedura esecutiva consiste nella vendita forzata del bene, sul cui ricavato il creditore procedente e gli altri creditori eventualmente intervenuti potranno soddisfarsi, partecipando alla distribuzione della somma pagata dall’aggiudicatario.
La vendita forzata o coattiva dei beni pignorati viene disposta dal Giudice dell’esecuzione e può svolgersi in due modi: senza incanto o con incanto.

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Myriam Giada Vianello

Myriam Giada Vianello

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