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PIGNORAMENTO O ROTTAMAZIONE CARTELLE, COSA FARE?

In questi casi si può, innanzitutto, chiedere il parere di un legale per far verificare le proprie cartelle,  poi richiedere la sospensione del pignoramento in virtù dell’eventuale adesione alla procedura di cui al  decreto legge n. 148/2017 convertito con modificazioni dalla Legge n. 172/2017.

La richiesta di definizione agevolata, non fa perdere al pignoramento del credito la sua efficacia, ma verrà “sospeso” da Equitalia in conformità al comma 5, art. 6 del d.l. n. 193/2016.

Questo significa che l’agente della riscossione non potrà proseguire con le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, fino a quando la definizione agevolata avrà seguito.

Il pignoramento, quando tutta la pratica andrà a buon fine, sarà sospeso, fino a decadere del tutto quando il contribuente avrà pagato regolarmente l’ultima rata.

Ricordiamo che se il contribuente ritarda il pagamento anche di una sola rata e anche di un solo giorno, la procedura di pignoramento, verrà riattivata da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia).

Inoltre, se non vengono rispettate le scadenze della definizione agevolata, si perderanno i benefici e il contribuente dovrà pagare l’intero importo, comprese sanzioni ed interessi.

Non si procederà al pignoramento dei beni fino a quando l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non avrà deciso l’esito della definizione agevolata proposta dal contribuente e notificatagli nei termini di legge.

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Angelo Dornetti

Angelo Dornetti

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