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RIZZARDI VITTIMA DI USURA BANCARIA: DOVRANNO ESSERE FATTE ALTRE INDAGINI

Sull’ipotesi di accusa bancaria denunciata dall’imprenditore Gianfranco Rizzardi, di San Felice Circeo, la Procura della Repubblica di Latina deve indagare ancora. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal procuratore contro l’ordinanza emessa dal gip il 28 novembre dell’anno scorso, con cui il giudice ha respinto la richiesta di archiviazione dell’inchiesta e disposto ulteriori accertamenti.

Nel giro di pochi anni dell’impero Rizzardi è rimasto ben poco. Sembrano immagini ormai sbiadite quelle che ritraevano l’imprenditore pontino insieme ai milionari di mezzo mondo desiderosi di accaparrarsi uno dei maxi yacht realizzati a Porto del Bufalo, a Sabaudia. Dopo aver inglobato anche la Italcraft di Gaeta per Rizzardi sono iniziati i problemi. Una valanga.

Sono arrivati i fallimenti e le inchieste. Come quella per il crac dei Cantieri Navali che portavano il suo nome. Un fallimento chiesto dalla stessa Procura davanti a una mole di debiti pari a 112 milioni di euro e a un esercito composto da ben 800 creditori. Vicende attorno alle quali, secondo gli inquirenti, sarebbero stati consumati episodi di bancarotta e una maxi evasione fiscale, per cui lo stesso Rizzardi è stato indagato. E come se non bastasse su quelle aziende si sono abbattuti anche i sequestri disposti nell’ambito delle indagini patrimoniali su Fabrizio Perrozzi, di Cisterna, l’uomo che doveva essere il salvatore dei cantieri e che invece secondo gli inquirenti non sarebbe stato altro che un architetto del crimine transnazionale, capace di occultare nei paradisi fiscali notevoli tesori.

In mezzo a un tale inferno Rizzardi ha però denunciato di essere stato anche vittima delle banche, nello specifico di usura bancaria. Ipotesi che, alla luce di una consulenza tecnica, è stata però scartata dalla Procura di Latina, che ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta.

Rizzardi si è opposto, indicando una serie di punti su cui fare luce e battendo su una sua consulenza che arrivava a conclusioni opposte rispetto a quelle degli inquirenti. Il gip l’anno scorso gli ha dato ragione e ha imposto alla Procura di indagare ancora, affidando una nuova consulenza a un collegio di esperti e specificando che tale accertamento doveva essere fatto in tre mesi.

L’ordinanza è stata impugnata dal procuratore, definendola abnorme. Per la Procura il gip può disporre nuove indagini, specificandone il tema e la finalità, ma non può imporre al pm anche come svolgerle. Il ricorso è stato però ora respinto dalla Cassazione, che ha avallato l’operato del gip, specificando che davanti a consulenze contrastanti sull’ammontare degli interessi pretesi dalle banche l’unica strada è quella di una consulenza collegiale. Si indagherà ancora.

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Angelo Dornetti

Angelo Dornetti

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