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USURA, LA CONDANNA DIVENTA DEFINITIVA: DOVRA’ SCONTARE QUASI 5 ANNI

Dopo la confisca dei beni arriva il momento di scontare la pena. Si sono aperte le porte del carcere di Lecce nelle scorse ore per Santo Fernando Paglialunga, 69enne di Aradeo, tratto in arresto dai carabinieri della stazione locale.

I militari hanno eseguito l’ordine di carcerazione emesso nei suoi confronti dalla Procura della Repubblica tramite l’ufficio esecuzioni penali del tribunale di Lecce, dopo che la condanna nei confronti del 69enne è diventata definitiva. L’uomo dovrà scontare quattro anni e 10 mesi di reclusione poiché ritenuto colpevole del reato di usura.

I fatti di cui si è reso responsabile risalgono ad un periodo compreso tra luglio 2000 e gennaio 2007, quando Paglialunga era a capo dell’istituto finanziario di cui era presidente ed amministratore delegato tramite il quale avrebbe messo in atto la condotta criminale ai danni di vari imprenditori locali.

Prendiamo spunto da questa notizia e facciamo un passo indietro, da dove prende origine il reato penale di usura?

Gli articoli, su cui basa fondamento giurisprudenziale la condanna per usura, sono l’artt.1815 della legge 108\96 del codice civile (c.c.) e l’artt.644 del codice penale (c.p.) che dicono quanto segue:

Art. 644 codice penale: “Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000 …. Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito ….”

L. 108/96:  se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

E per la legge, “il limite (…) oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La
differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali”.

Va precisato e confermato anche da una recente sentenza delle sezioni riunite di Cassazione n°22972 e pubblicata il 19-10-2017 che gli interessi determinanti la gratuità di un contratto, sono quelli “ab origine” cioè scritti nero su bianco al momento della stipulazione del contratto con gli istituti di credito e che sfori il tasso soglia stabilito per legge nel trimestre a cui fa riferimento.

 

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Angelo Dornetti

Angelo Dornetti

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