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BANCHE VENETE: COSA NE SA LA GENTE DEL BOOK/VALUE?

Banca d’Italia ha dato informazioni a Consob, Consob non aveva capito bene e, con quel poco che aveva, ha fatto tutto quello che ha potuto. […] Sul dossier venete il dg Apponi, contrito, dice alla Commissione che la Consob ha fatto in modo che nei prospetti degli aumenti di capitale fatti dalle due banche per salvarsi in extremis, quando erano oramai sull’orlo del baratro, ci fosse scritto che il price/book value era troppo alto, segnale (a dir suo) che c’erano anomalie nella valorizzazione delle azioni. Una domanda che la Commissione Banche forse doveva fare è: Ma secondo lei la casalinga di Padova, il pompiere di Rovigo e il pensionato di Treviso sanno cos’è il price/book value?

 Ammesso che sia vero quello che Consob dice, che di più non si poteva fare, qualcosa non torna.

Per Consob, che ha i poteri dell’autorità giudiziaria, non erano indispensabili le carte di Bankitalia, visto che proprio Consob, nel 2011, aveva ispezionato Veneto Banca, e pare che in quei nove mesi gli ispettori si siano accorti del problema dei prezzi gonfiati. Ma di questo Apponi in Commissione non dice nulla. Dice invece che gli scenari probabilistici non potevano essere inseriti in prospetto, ma omette di ricordare che avrebbero dovuto essere riportati nella scheda prodotto prevista dalla comunicazione Consob del 2009. Ed è un peccato, perché avrebbero chiarito anche alla casalinga, al pompiere e al pensionato di cui sopra che le obbligazioni subordinate vendute dalle due banche avevano il 50% di probabilità di trasformarsi in perdite. Indicazioni che ci sono state sino a quando Consob non ha preso atto dei desiderata del gotha bancario per farli sparire.

 La Consob dice che dal 2018 con la Mifid 2 avrà più poteri e potrà vietare la vendita di titoli spazzatura.
Ma come sceglierà cosa va vietato? Secondo quali parametri? Possiamo scommettere che anche di fronte al prossimo scandalo per omessa vigilanza, la difesa sarà che le informazioni disponibili non erano sufficienti a far capire che il prodotto finanziario andava vietato. Il tutto aspettando l’anno che verrà.

Quante cose ci tengono nascoste le nostre banche? Quanto davvero Bankitalia spa e Consob hanno “scavato” per verificare la bontà delle azioni delle due venete? Hanno indagato sui compratori se erano stati informati dei rischi ma soprattutto se qualcuno all’interno delle banche ha verificato il livello di conoscenza del mondo azionario prima di proporre l’acquisto delle medesime?

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Angelo Dornetti

Angelo Dornetti

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