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CONTO CORRENTE SEMPRE PIU’ CARO: CONVIENE QUELLO POSTALE

È il calcolo considerate le tasse e il costo annuo. Salito a 134 euro per i depositi tradizionali (+1,5%) e del 27% per quelli online. Più convenienti gli istituti di Stato: Poste e Mps .

Chi vince per convenienza? Fra le banche tradizionali, le Poste e l’Mps ricapitalizzato e partecipato dallo Stato (ma che ha chiuso il 2017 con 3,5 miliardi di perdite e ha aumentato il suo conto online Widiba).

La più cara è con 188 euro Intesa Sanpaolo, che ha chiuso il 2017 con utile netto record a 7,3 miliardi, ma conferma l’inversione di tendenza (era la più conveniente). Quasi alla pari l’altro big, Unicredit, con 179 euro l’anno (+6%). E i tassi? Fino a ieri erano solo le banche online a remunerare zero euro le giacenze. Ora tutti. Effetto, anche, dei tassi negativi della Bce sul denaro lasciato in deposito dalle stesse banche.

Nell’ipotesi migliore, due casi su dieci, il rendimento è dello 0,01% (Ubi e Bnl). La media è dello 0,002%. Considerata l’imposta di bollo (34,20 euro sopra i 5 mila euro di giacenza), le tasse del 26% sul rendimento e il costo medio annuo di 134 euro, bisognerebbe avere depositato la somma incredibile di undici milioni e 369 mila euro per andare in pari.

Fra le banche online le più economiche sono invece Ing e Webank (Bpm), le uniche rimaste a costo zero. Segue IwBank (Ubi) a 3,8 euro. La più costosa è Chebanca! con 48 euro. A influire sui rincari del web è soprattutto l’aumento del canone della carta di credito, strumento che si va diffondendo con l’effetto positivo di ridurre il contante in circolazione. È il caso di Widiba il cui Isc è sestuplicato da 4 a 24 euro: prima offriva la carta di credito gratis, ora fa pagare 20 euro. In linea con il mercato, dicono. Resta a zero il canone della carta in Webank e Ing, che però chiede 2 euro per prelevare soldi con la prepagata.

Altro motivo dei rincari dell’Isc è la commissione per la ricarica della carta di pagamento. Per esempio, in Hello Bank (Bnl) era gratis e ora costa un euro. Stessa ragione dietro all’aumento del 30% del conto tradizionale di Bnl, Pratico New: non più venduto ora, dice però la banca, che sta rimodulando la gamma come già hanno fatto Cariparma, altra banca partecipata da capitale francese e l’Mps in corsa per nuovi clienti. Mentre Fineco fa già pagare 80 centesimi i prelievi al Bancomat (sotto i 99 euro).
Muoversi fra le commissioni richiede doti da slalomisti, fate il confronto con le medie di settore. Bisogna cercare le commissioni nei fogli informativi, che non sempre sono gli stessi del conto corrente. Spesso sono ormai documenti separati, i «fogli informativi dei servizi di pagamento accessori». Si trovano tutti online alla voce «Trasparenza», altrimenti vanno richiesti in filiale.
I paletti da evitare? Innanzitutto, attenzione al canone della carta di credito: incide sempre di più, come dimostra l’analisi qui sotto delle commissioni applicate dalle nove maggiori banche tradizionali e da sei istituti di credito online. Il costo medio annuo è cresciuto del 20% dall’anno scorso (confronto 21 agosto 2017-12 febbraio 2018) toccando quasi i 33 euro (32,89). Sopra questa soglia spendete troppo, sotto risparmiate.

 

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Gloria Nicoletti

Gloria Nicoletti

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