0

IL DIRITTO E IL CONTENZIOSO BANCARIO

Il diritto bancario è materia piuttosto complessa e la crescita del contenzioso degli ultimi anni pone tutti gli operatori del diritto: avvocati, giudici, commercialisti, consulenti e dipendenti di banca di fronte a complesse questioni sostanziali, processuali e tecniche.

Il contenzioso bancario e finanziario ha avuto una vera e propria esplosione negli ultimi anni, così che è perfino difficile elencare i temi di maggiore interesse.

Ci sono state evoluzioni giurisprudenziali che fino a poco fa erano inimmaginabili.

Fra le tematiche di maggiore attualità v’è senz’altro il caso del contratto c.d. “mono-firma”, cioè firmato da una sola delle parti (normalmente manca la sottoscrizione del legale rappresentante della banca). La questione è stata decisa nel gennaio 2018 dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione che hanno escluso che il contratto sia invalido, pur in assenza di una firma.

Altro tema di estrema attualità è quello della usura c.d. “sopravvenuta”: il tasso non supera la soglia al momento della conclusione del contratto, ma arriva a superarlo in un momento successivo per eventi sopravvenuti. Qui, a dire il vero sorprendentemente, le Sezioni Unite hanno stabilito che non vi sarebbero rimedi contro questa situazione, con la conseguenza paradossale che il debitore si trova costretto a pagare un tasso che è divenuto usurario.

Un’altro aspetto importante è la scarsa conoscenza dell’esistenza dell’Arbitro Bancario Finanziario addirittura quasi inesistente nell’ambito del nostro ordinamento. Invece dovrebbe diventare un organismo cui ricorrere con frequenza, ovviamente se ne sussistono i presupposti, sia per i costi, sia per la semplicità della procedura (che non prevede incontri fra le parti né istruttoria).

Più in generale la raccolta delle decisioni dell’ABF (arbitro bancario finanziario), liberamente accessibile sul sito dell’Arbitro, costituisce una banca-dati enorme cui attingere per trovare decisioni su questioni di dettaglio rispetto alle quali la magistratura non si è ancora pronunciata. Per chi si occupa invece di contenzioso finanziario, sta prendendo piede l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) di Consob, che ha iniziato a operare nel 2017: le prime decisioni mostrano il coraggio di questo organismo nel sanzionare il comportamento scorretto degli intermediari, che spesso consiste nel non dare le corrette informazioni sugli investimenti già regolate nel TUB (testo unico bancario) nel 2008 in fatto di trasparenza.

Affrontare il tema delle segnalazioni nei sistemi d’informazione creditizia è delicato, perché le segnalazioni nella centrale dei rischi e nei sistemi d’informazione creditizia impediscono di fatto l’accesso al credito. La giurisprudenza al riguardo è piuttosto avanzata. Il primo obiettivo è la cancellazione, risultato che potrà essere ottenuto se l’iscrizione è illegittima dal punto di vista formale (tipicamente per assenza del preavviso) oppure sostanziale (perché non sussiste il debito o la sofferenza). Il secondo obiettivo è quello di ottenere dall’intermediario il risarcimento del danno, se la segnalazione era illegittima.

Al riguardo vi sono diverse pronunce della Corte di cassazione e anche dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Dal punto di vista processuale, si può presentare un ricorso d’urgenza ai sensi dell’art. 700 c.p.c. oppure rivolgersi all’ABF (con tempi, peraltro, più lunghi). Agli intermediari va raccomandata prudenza nelle segnalazioni, per non esporsi ai rischi legali appena menzionati.

Il consiglio basilare, per chi volesse iniziare un contenzioso bancario, è di lavorare bene prima di avviare delle cause. Si tratta di controversie documentali, in relazione alle quali la raccolta e selezione del materiale da produrre è di centrale importante. Questo aspetto viene inizialmente sottovalutato da alcuni avvocati, in quanto si pensa di poter recuperare la documentazione dalla banca in corso di causa ma così non è, salvo il caso in cui, fatta richiesta all’istituto di credito prima della mediazione, non si ottengono le relative copie entro i novanta (90) giorni previsti dalla legge. Invece i giudici diventano sempre più severi. Ad esempio alcuni precedenti hanno ritenuto che non fosse stata validamente esperita la mediazione (pure obbligatoria in materia bancaria) per il fatto che le domande presentate al giudice avevano oggetto più ampio di quello sottoposto in mediazione. Per tacere del fatto che, se la documentazione è carente e non è stata chiesta prima dell’inizio del processo, i giudici tendono a non concedere le consulenze tecniche d’ufficio pertanto è fondamentale non rivolgersi ad esperti della materia essendo la stessa molto tecnica.

 www.padova.deciba-professional.it

Tel. 391 7059003 – 349 9480562  o via e-mail  padova@deciba-professional.it

Angelo Dornetti

Angelo Dornetti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *